Nel pomeriggio del 4 febbraio 2026, l’Istituto Italo Cinese ha organizzato in collaborazione con il Museo della Città Proibita di Pechino presso la Pinacoteca di Brera a Milano, il convegno di incontro tra Italia e Cina sui valori dello spirito olimpico e conversazione con l’Arte antica e moderna come strumento di amicizia fra i popoli.
L’evento si è svolto in occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, dell’arrivo della Festa di Primavera Cinese ed è stata l’occasione per celebrare anche il 55° anniversario dell’Istituto Italo Cinese.
L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata Culturale Cinese a Roma e con il supporto della Pinacoteca di Brera, delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, di Regione Lombardia, della Città Metropolitana e del
Comune di Milano, nonché del CONI Lombardia. Durante il seminario, si è riflettuto sul ruolo dello sport e dell’arte come strumenti di dialogo interculturale e di amicizia tra i popoli.
Saluti istituzionali
Il convegno, moderato dalla Presidente dell’Istituto Italo Cinese Maria Rosa Azzolina, ha visto come protagonisti diverse figure istituzionali, tra cui Zhang Lingxiao, Consigliere Culturale dell’Ambasciata Cinese di Roma.
Sono poi intervenuti con un video augurale il Presidente delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò, e il Presidente del CONI Lombardia, Marco Riva.
I saluti istituzionali si sono quindi conclusi con Domenico De Maio, Direttore Education & Culture di Fondazione Milano-Cortina 2026, Angelo Crespi, Direttore della Pinacoteca di Brera, e con la lettera di saluti da parte del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Discorsi e interventi
Il programma è proseguito con l’intervento di Claudia Giordani, medaglia d’Argento Olimpica nello sci e già Vicepresidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
Nel suo discorso “I Valori Olimpici per un mondo migliore”, grazie alla sua testimonianza da ex-olimpionica, ha fatto comprendere il vero significato dello sport, che si unisce a cultura ed educazione: la bellezza, la creatività e l’energia
dei Giochi Olimpici creano ponti tra i popoli e trasmettono un messaggio universale di collaborazione, oggi più che mai attuale.
Wu Di, Director of Department of Cultural Creativity del Museo della Città Proibita, ha affermato il valore storico, artistico e simbolico del Palazzo Imperiale, fondato nel 1925 sull’area dell’antico palazzo delle dinastie Ming e Qing.
Oggi il patrimonio artistico del museo di Pechino e la sua eredità nel tempo sono aspetti unici. Inoltre Wu Di ha anche presentato la mostra del Shengsheng Buxi 生生不息 (“Vita Infinita”), che porta opere che testimoniano come l’arte sappia attraversare i confini.
Alessandro Coscia, Coordinatore eventi della Pinacoteca di Brera, ha concordato sul ruolo del museo come contenitore di valori per la società contemporanea, mentre Sergio Gaddi, Vicepresidente della VII Commissione permanente di Regione Lombardia, con il suo intervento “Lo spirito olimpico e il dialogo dell’arte”, ha evidenziato il senso dei Giochi Olimpici.
L’arte è sorella dello sport: non conosce barriere, parla direttamente all’anima e ha il potere di unire popoli geograficamente lontani.
Il convegno ha mostrato come sport, cultura e arte possano costituire un linguaggio condiviso capace di superare confini geografici e culturali, promuovendo cooperazione, rispetto reciproco e amicizia tra Italia e Cina, in un
momento simbolico che unisce l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali e la celebrazione della Festa di Primavera Cinese.
Ed è con grande piacere che ricordiamo qui anche un passaggio del discorso che il Presidente Malagò ha poi tenuto in occasione dell’Inaugurazione dele Olimpiadi Milano-Cortina a riprova dell’importanza del convegno:
“… Fin dal Rinascimento, l’armonia incarna l’equilibrio tra bellezza, proporzioni e spirito… L’arte, la vita e lo sport si incontrano per trasformare la competizione in espressione, il gesto in significato, l’impegno individuale in valore condiviso.
Cari atleti, venite da tradizioni, culture e Paesi diversi. Eppure, siete uniti dallo sport, questo linguaggio universale. Siete la famiglia Olimpica e io non sarei qui stasera senza il sostegno della mia famiglia. …”












